Descrizione
Chiamato indifferentemente Pampapato o Pampepato, questo dolce tradizionale ferrarese rientra nella categoria dei pani natalizi. Secondo alcuni, le prime produttrici del Pampepato o Pampapato furono le monache di clausura del convento del Corpus Domini di Ferrara, che lo preparavano come dono natalizio destinato agli alti prelati della città e di Roma.
Il Pampepato in effetti è una preparazione ricca d'ingradienti "nobili": si tratta di un impasto a base di farina, acqua, mandorle, nocciole e canditi, a cui si aggiungono il cacao, le spezie e una copertura di cioccolato fondente, che viene stesa dopo circa una settimana di riposo dalla cottura in forno. Quest’ultima è però un’innovazione recente: venne infatti introdotta nei primi anni del ‘900 dal pasticcere milanese Guido Ghezzi, il quale, dopo aver appreso in Svizzera l'arte della lavorazione del cioccolato, fondò a Ferrara un laboratorio di pasticceria, dove per la prima volta la tradizionale copertura del pane, costituita fino ad allora da piccoli confetti di zucchero colorati (i diavulin), venne sostituita da una calotta di cioccolato fuso.
Il dolce si presenta di colore scuro tendente al nero, con la tipica forma a zuccotto tondeggiante.
A tavola
Viene servito freddo, tagliato a spicchi, di solito alla fine del pranzo di Natale. Oggi si può trovare in vendita durante quasi tutto l’anno.
Zona di produzione
Ferrara
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