Emilia-Romagna: l’unica regione italiana con due nomi. A significare due storie diverse, soprattutto da quando, nel Medioevo, l’identità romana del territorio fu scossa dall’invasione longobarda e rimase appannaggio della parte orientale, che allora fu detta Romania. Due storie, però, profondamente intrecciate, tenute insieme da una miriade di interconnessioni lungo e attorno la strada consolare che attraversa la regione da una parte all’altra: questa è anche l’unica regione italiana a prendere nome da una strada.
Gli itinerari che tracceremo al suo interno non potranno non avere questa strada come guida. Però la lasceremo spesso, dopo aver fatto tappa nelle città che la punteggiano, per esplorare nelle pianure di nord-est, tra il mare e il Po, e nelle colline di sud-ovest, fino al crinale appenninico, una quantità di centri niente affatto “minori”, e una straordinaria varietà di paesaggi, tradizioni e cucine. Una varietà stretta a triangolo fra la montagna, il mare e il grande fiume padano. L’Emilia-Romagna si comprende solo attraverso queste differenze, incrociando, in verticale e in orizzontale, la diversità storica con quella geografica, la varietà di ambienti naturali e di retaggi culturali.
Le vie della fede si uniscono alle vie del gusto seguendo il percorso della via Francigena, da Fidenza al passo della Cisa. Lungo la via Emilia, nel primo tratto da Piacenza a Bologna, siamo come sospesi tra la “bassa”, territorio unico creato dal Po e dall’uomo, patria di una gastronomia rigogliosa come la sua agricoltura, e le vallate appenniniche ideali punto di contatto con la gastronomia povera e creativa (creativa perché povera) della montagna. Il secondo tratto ci porta da Bologna a Cesena mentre la pianura si restringe a ridosso del mare, e l’Appennino fa emergere i tanti volti della Romagna con la sua gastronomia di terra e le sue eccellenze vinicole. I protagonisti cambiano nell’itinerario lungo il litorale adriatico, dove l’uomo vive in simbiosi con l’acqua, dove il pesce di mare e di fiume entra prepotentemente in cucina.
Un approfondimento è dedicato ai cambiamenti del paesaggio nell’area parmense, un luogo dove il lavoro umano ha rimodulato l’ambiente naturale fino a renderlo, nella sua particolare antropizzazione, un esperimento unico. Natura e cultura, storia e territorio giocano anche qui, come dappertutto nella regione, una partita sospesa tra passato e futuro.